Non farlo più.

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quello che state per leggere è solo l’incipit per un lungo racconto che sto preparando.

La storia e ai più nota, basta aprire un libro di storia ma a volte nella via s’incontrano le cicatrici di quella storia e riconoscerle è difficile.

È una storia che m’appartiene, lo sono tutte quelle che ho scritto ma questa la racconterò per come la so, omettendo solo le bugie, le falsità.

La racconterò e con lei, forse, libererò la verità.  Spero che chi leggerà perdonerà.

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– Cosa sai di me?

– Tu cosa mai puoi conservare di così segreto, di così… pericoloso.

Fuori soffiava un maestrale imponente e noi imbacuccati in cappotti, sciarpe e guanti affrontamo la sua furia convinti che saremmo rimasti in piedi. Guidavo attraversando le strette mura ritorte più veloce che potessi.
Il mondo stava esplodendo, i vento portava detriti e polvere che vedevo impazzire davanti al muso dell’auto.
Allungai una mano, non so, forse volevo fermare la tempesta oppure cercavo a tua che quasi non si muoveva.
Un aereoplano volava piano in un’aria di piombo d’un cielo vuoto. Nemmeno una nuvola, nemmeno un uccello. Nulla. Come un vestito che ti ricopre. Forse Dio s’è dimenticato di noi.

I lampi ne tui occhi erano l’unico brillio in quella notte d’inverno, piena d’anime che sfuggivano come lampi e cadevano su le ginocchia.
Piangevi. Piano, ed io che non vedevo il tuo viso credevo che ridacchiavi al tempo pazzo, al mio pericoloso modo di guidare, al vigile che ci fece passare sorridendo, al semaforo che impazzì proprio mentre, io e te, passavamo.

– Come stai?

– Stanco.

– Stai sereno, arriveremo tra due minuti.

– Si… ancora due minuti. Forse bastano per dirtelo…

– Cosa?

– Tu cosa sai di me?
E prendesti a raccontare d’una giornata senza nuvole, con il sole splendente e di  quando si ruppe l’aria spegnendola come la notte fa su le foglie di settembre l’autunno.

Un boato tanto da far tremare anche le nuvole è esploso in via Rasella e probabilmente oggi, io grazie a te, sono l’ultima persona in grado di ricordare attimo per attimo, respiro per respiro, cosa realmente accadde quel giorno,  cosa accadde nei giorni successivi, fino a questo giorno di gennaio e quante volte hai fatto a meno della vita perché… ( segue )

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