Mandorla e Miele

Welcome_to___you_think_of_me___by_RAichy
pic. from RAichy

” Mandorla e miele “

Un giorno inventai una città e sta ancora lì, a crescere, con le finestre del cuore aperte. Una città dove l’aria del mattino si ferma tra i vestiti e la pelle, le strade piene di gente che ha solo voglia di futuro. Sono tornato a scrivere su la pietra dei mattini raccontando di foglie tremanti e di uccelli pronti a scambiarsi il ramo invece di grida, eppure c’è una scintilla di stella che brilla sempre ogni volta che scrivo il tuo nome… ovunque io sia.

Mandorla e miele

su le labbra hai

mentre nella valle

soffia il maestrale

e brulica il fuoco della grazia.

Senza allegria ,senza pace, esser costretti a farsi del male, far finta che il mondo sia pronto per il gran finale senza te.

Chissà se puoi sentirmi

se sai come è fatto un cuore

ascolta, non è amore… ,

stasera chissà se puoi sentirmi.

Ed ecco, volano le rondini, scendono nel silenzio tra gli angoli dei giorni che abbiamo perduti. Ecco, volano le rondini e sfiorano lo sfioccare lento dei fiori e lo spargere dei petali al vento. Le ombre su la pianura e il cielo azzurro, le mani in tasca e in testa la confusione dei pensieri tuoi. Sui muri ombre, macchie della dignità rubate dal sole e sputate lì, a memento, a dar fastidio a chi vuole i muri puliti.

teniamoci vicini si…

teniamoci per mano,

portiamoci lontano.

Sui muri ombre, macchie della dignità rubate dal sole e sputate lì, a memento, a dar fastidio a chi vuole i muri puliti. I muri, vestiti di cose che proteggono cose che contengono cose senz’anima, senza storia se anima umana non hanno e tu che hai costruito muri attorno ora ti ci arrampichi, lo vuoi scavalcare e boom! Un vento al di là t’ha ucciso.

Ira o sorriso

mai non lo vinse la furia

ne selva di misteri intensa

era a contendergli il passo

tra l’immenso intrigo di rami morti.

Scivola nella sera e stanco osserva che sublime si compi un gesto, un assenso. Avrai esili occhi umidi ed avrò il tuo esile perdono e sorridente dalle mie ferite saprò che amore è solo una cosa che cose dispone e quando il sole da all’orizzonte il chiasso della gente, con la stanchezza addosso e quel sorriso un po’ incosciente, sei ancora mia.

il vento a settembre è un fiato

magro vuoto come un cimitero.

Brandelli… sgualciti…

riflessi nei vetri d’acqua,

tra solchi profondi d’una nuova luna.

Le rondini aprono le ali, come fossero aquiloni, come si fermano in aria sospese, come pensieri, invidio la loro libertà, invidio come guardano il mondo e come fanno battere i cuori dei bambini. Il cielo sul mare è blu e l’innocente ci vola dentro. Il dolore non punge più e la sfortuna sparisce. La grazia non è infallibile sotto nessun cielo, in nessuna era il destino brilla sul mare, come questa volta e niente è più niente.

Sotto quel mare c’è un popolo,

senza pinne ne squame,

un popolo fatto di pelle e mani,

voleva vivere libero ma la terra è avara a volte.

cotrozzilivio@2013

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