[ #poesia ] C’è un albero rugoso che

ginger_pixie_no_1_by_jlrimages-d62m2foC’è un albero, rugoso, che m’abbraccia, mi racconta storie soffiandomele sul viso se lo guardo e n giorno, colsi dai rami un fiore, mentre le rondini facevano finta di litigare. Forse per nascondere all’ultimo fiotto di speranza che s’erano perso la fatica l’albero soffiò per un istante la vita riarsa e a me che pensavo a quell’amore, costruito s’un fiammifero
che non bruciò nessun uomo,
monotono universo,
che dalle sue mani febbrili
escono senza fine limiti
non teme e non seduce
e per pensarti non ha che bestemmie.
Nel silenzio, il fiore colto
è subito diventato
altro, niente
senza un goccio di speranza
ne un’ultimo bacio.
Il giorno a volte è come il fiume, a valle placido scorre, scavandosi a mani nude la via e nel cielo accecanti ribollenti stelle di maggio, si spengono, senza colpa lasciano la notte silenziosa,
finita in una coltre di terra fusa,
ristagnate nel cortile,
sigillata in un ombra svuotata
ed ora, che,
il cuore non osa varcare
quel silenzio di lava
l’acqua seppellisce
dentro il grigio
l’impronta ch’era solito lasciare
sull’erba
il persistere dell’effimero.
Nemmeno chi chiamava vidi ma sentivo i suoi passi lievi sul ciottolato. Fu l’anno che la primavera portò novità, trafugandole dalla fantasia.

cotrozzilivio©2013

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