[ Poesia ] Il vento fa paura ai baffi dei gatti

 Ci sono muri che fanno tenerezza,

muri ciechi.

Da una tana,

nascosta tra foglie vecchie,

zuppa di brina

sta, quel che resta delle rose,

del mondo tuo di fiaba.

L’inverno arriva e mi lascia senza parole,

senza una sillaba che faccia rima con primavera…

chissà il vento, forse,

di levante gela e la notte scura già degrada,

tra il fischio del vento

che nel chiostro scompiglia

piume di passero e le vesti dei frati.

So, che sei troppo orgoglioso per morire,

giri le spalle e noi qui, a parlar di te alla luna,

dovremmo obbedire,

alla lenta luna d’ottobre,

tutta la notte a galla sul mare umano,

dove sono scolpite nella roccia,

come memoria è scolpita nella storia.

Sussultano e calligrafia danza come foglie d’autunno,

ruzzola e rotola sul selciato,

raccoglie quel che resta,

riprende a camminare, il giorno.

Immagino te, che fissi un punto sul orizzonte,

senza smettere di cercare la strada.

cotrozzilivio©2012

pic from ameliehoppipolla.deviatart.com
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