[ Poesia ] Lo scarno dell’autunno

La notte è antica come l’acqua,

e come lei

porta alla deriva i sogni

lasciati senza timone.

Rotolato oltre le nubi,

indietro rifluiva

e dal foro delle nubi, mattino.

Era solo un erto cappello,

impennacchiato,

tra masse di nebbia

d’un cespo montagnoso, il giorno.

Udrai un futuro,

di suono meraviglioso,

tra equilibrio e ironia,

accendendo un vaporetto

che sul maestrale s’arruffa.

Sento ora, lontano,

rulli di tamburi,

che vorrebbero portare attorno

cupe voglie d’inverno,

ma non oggi, no, oggi no.

Un lampo stanco occhieggia ancora

da dietro le brume

ed uno sazio risveglia il gallo

e il raglio del asino

fra breviere, bianche,

è ritornato con mille smilze onde

lo scarno dell’autunno

ed ho ascoltato l’eco

d’un canto che non posso,

seduto sul ciglio di parole che non devo,

eppure son ancora vivo.

cotrozzilivio©2012

pic from armusik.deviantart.com
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