[ Poesia ] Arcobaleni elettrici

Pronti,

col guscio stretto sul dorso,

lampi elettrici inseguono le stelle.

la città respira di nuovo e scarpe invisibili risuonano.

Riuscivi a malapena a nascondere il rossore se ti guardavo il naso. Ricordi? ed oggi non mi va nemmeno di parlarti ma sussurrarti, ma da qui non posso sentire i tuoi silenzi.

Piovve così tanto che piansi,

finalmente,

pensando a te,

tu, che amavi le nuvole della pioggia

ora sarai col naso all’insù

tu che aprivi le braccia ogni volta che pioveva,

tu, che m’hai insegnato a perdere gli ombrelli in tram,

o camminando

come potevamo amarci io e te,

che amavamo solo la notte

disegnando figure con le stelle e niente più.

E piove ancora,

piove come quel giorno che ti persi,

tu, che non mi hai mai detto ciao.

Ed ho aspettato così tanto che

l’arcobaleno senza te è solo di ghiaccio

Allora scrivo ed appoggio la penna sul foglio come mano sul tuo seno e lascio che la vita faccia il resto. mi manchi ancora

cotrozzilivio©2012

Cali Rezo
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