[ Poesia ] Arrivano le ore

Arrivano le ore,

non hanno rimpianti,

per i secondi che lasciano indietro

ne curiosità per quelli futuri.

Non hanno rimpianti, le ore,

sanno d’essere figlie dell’apparenza

giocano con i desideri,

con le fantasie

e lasciano a noi poveri umani

la sensazione di essere, loro, che non sono.

Chiedo al giorno

di sfilare lentamente

le spine dal cuore

e lasciare che le ferite

non sanguino più.

Il caldo scivola già sui muri,

arrossendone le pietre,

che conservano il cuore di ciò che siamo:

frammenti.

Prendo Vega come stella polare,

forse, m’indicherà la via nuova.

Sopravvive a mezz’aria una sensazione di soffocamento, la percezione di una lacrima costretta ad ammucchiarsi sul viso col sorriso. Ho fissato i tuoi occhi ed ora ho il cuore cieco, eppure attorno sento solo amore. Ci vorrebbe un bacio tuo, ora, per raschiare via questo buio sai?

Soffi in ritorti corni d’ottone,

come sospiri

tra sbuffi di farina e burro sciolto.

Fu quella notte che tu

mi chiedesti di prendere quel treno

che lo mancai per un soffio

ed oggi sono ancora lì,

su la banchina, in piedi.

Rido sai,

ogni volta che salgo s’un treno,

perché la fine non mi colga col pianto,

la fine di noi e l’inizio di altro

in fondo a due linee parallele.

cotrozzilivio©2012

work by: Arthur Braginsky
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