Arp secondo, parte due

Ho una voglia di tornare a Skagen.

Sono giorni che ci penso. L’ultima volta che ci sono stato avevo molti meno capelli bianchi, molte meno cicatrici e molte… molte più lacrime.

Mi sono detto: faccio un viaggio, facevo un viaggio…ogni volta che una donna mi lasciava. Restare nello stesso posto e magari rincontrarla nelle stesse abitudini mi rendeva nervoso ed insicuro.

Scappavo lontano e più l’amore era stato bello più lontano andavo. Per Azuleja sarei voluto andare su Marte ma, ancora non c’erano voli. Ho usato la fantasia, mi sono tuffato in viaggi siderali su astronavi luccicanti ed alieni amici ma non bastava. Non è mai bastato, ne credo basterà mai. Nemmeno gli occhi azzurri di Kris avevano fatto tanto. Per lei andai in Somalia, tra il caldo e le mosche a mordere pesce secco ed a scoprire che c’è un poco d’Italia ovunque vai.

Insomma sono andato a Skagen. Volevo andarmene in Polinesia, ma non cercavo un posto dove potevo divertirmi, certo nemmeno uno dove soffrire ma almeno uno che alimentasse la mia tristezza senza farla cadere in depressione. Skagen fu perfetto.

Passeggiare nel vento, lungo le dune d’un paesaggio modesto, fatto di spiagge paglierine s’un mare grigiastro.

L’azzurro slavato del cielo, illuminato al tramonto dai rosa rossi infuocati e per noi uomini, solo ombre lunghissime per dei crepuscoli struggenti.

Volevo vivere lì un momento d’incertezze dolorose, tra i rumori del mare e sulle enormi spiagge deserte, prato solo per il volo d’uccelli marini, vivere avvolto dal vento turbinante e dallo scroscio impetuoso del mare che nasconde così, strida rauche, desolate… smarrite lacrime.

Nel mare le onde s’ inarcano come tori che ripiombano instancabili sui ciottoli freddi dei moli. Lontano oramai il sole stende un pallido splendore di velluto. Ricordo ancora com’è che lo scelsi allora. In Danimarca c’ero stato già tanto tempo prima. M’era piaciuta, molto, la gente con quei colori rossi sulle guance, un poco per il vento freddo, un poco per un liquore dolce e assai forte.

Preparai il viaggio, allora, con un paio d’amici, una FIAT bianca, nuova di zecca e con la mia caparbia giovinezza. Sapevo che mi sarei perso un poco di cose ma, la giovinezza, l’incoscienza e le canne fecero il resto. Lasciai alle mie spalle la Danimarca per la Svezia ( dove cadde il mito: Le svedesi mica sono tutte belle…anzi), Per la Finlandia, poi di nuovo giù verso casa. Skagen l’avevo vista ma allora mi pareva troppo triste e vuota, troppo da… grandi, per capirla, per parlarci con quel mare che non ti lascia respirare, che ti bagna anche le ossa.

Stavolta Mi fermai un poco di più di due giorni. Dicono che i sogni sono gratis ma forse perché sono tutti usati.

Cercavo di ricordare il suo viso ma ancora non ricordavo tutto. Certo Donielle m’aveva aiutato parecchio a ricordare oppure sarebbe meglio dire a farmi dei nuovi ricordi.

Si, il problema di chi come me ha perso la memoria è che tutto quello che ricordi è stimolato, non so, da una foto, da un odore oppure come nel mio caso, dalla musica.

Deve essere stata importante parecchio la musica per uno come me…prima. Mozart mi ricorda mio padre. L’odore di piume bagnate e cinguettii. Anche un nome, ma credo che fosse stato un gioco, uno di queli che si fanno ai bambini. Ieri ho risentito l’ouverture del Flauto Magico e mi sembrava di sentire pigolare. Sono quali sicuro che era un ricordo ma Donielle mi ha detto che spesso gli uccelli si posavano sulla ringhiera del nostro balcone quando l’ascoltavo e ad un punto preciso cinguettavano ripetendo il passaggio. Le ho chiesto se era sempre lo stesso.

– “Forse si” mi disse, ma c’è da dire che Donielle non è mai stata un genio con la musica.

Stamattina ho riascoltato Christina Branco.

Donielle dice che per il Fado io impazzivo. Mi venivano certi lucciconi e m’ammutolivo. Ancora non ricordo molto, la musica del fado mi rende un poco nervoso, non voglio dire a Donielle che il Fado mi ricorda Azuleja. Ho già fatto l’ errore di ricordarmi di lei e di raccontarglielo. Non voglio farle del male di nuovo. Certe cose le terrò per me. Il Fado mi ricorda solo lei, per questo cerco d’ascoltarlo il meno possibile in presenza di Donielle.

Tutti abbiamo amici. Non averne è povertà. Mi ricordo di qualcuno di loro perché con la musica mi risveglio. Poche note, magari di canzoni improponibili per uno come me. Ma io chi sono? Chi è Arp veramente?

Nessuno di quelli che conosco vogliono raccontarmi un tubo, dicono che è per non condizionarmi, che sono stati i medici a consigliarcelo, ma io sento di non avere tempo. Non so è una strana sensazione ma sento che il tempo che passa si porta via un pezzo di me ogni volta che gira le lancette dell’orologio, orologio che non porto più, dice Donielle, da un sacco di tempo.

Eppure io conto sul tempo. Ci conto per ricordare. Infondo la musica non è fatta anche di tempo?

Le fotografie non mi dicono proprio nulla. Solo la musica. E’ come se mi si versasse un fiume in piena nella schiena e i ricordi tornano… prima piano, poi sempre più veloci finché mi ritrovo quasi sempre a piangere.

E camminando senza più guardare, ho solo voglia d’andar via da questo mare” …

oddio ecco che ricominciaperché devo vivere così… perché non posso stare senza questo strazio di ricordare con la musica.

 Cotrozzilivio©2011 tutti i diritti riservati

pic from: http://www.birchlane.deviantart.com

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2 pensieri su “Arp secondo, parte due

  1. Vagabondare da un sentimento all’altro cercando in luoghi sconosciuti o
    già visitati memoria di un passato che ci aiuti nel ricordo.
    Chi è Arp?, cosa cerca veramente … Forse, è solo uno di noi, che volontariamente (ma non lo sa) ha cancellatto pezzi di dura vita per ricominciare una nuova.
    Forse, solo la musica che è sempre colonna sonora di un evento personale, potrà finalmente
    rischiarare la sua memoria.
    Mi chiedo: Vorrà davvero conoscere quel vissuto che si “ostina” a non ricordare?
    Mi sono per un momento messa nei panni del personaggio e ho percepito disillusione, amarezza,confusione, paura, ma tanta voglia di ricominciare a “sognare”
    Aspetto con amabile curiosità il seguito.
    Scontato dirti che Sei Davvero Bravo
    Con Stima
    Ombre

    Ps
    Scusami se sono fuori tema, ma è
    ciò che “sento”

    Mi piace

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