Foschia

FOSCHIA SUL NILO

DAI COLORI TENUI

NASCOSTI DALLA LUNA

E DAI SUONI DELLA NOTTE.

L’ARABA LUNA ACCOMPAGNA

IL VENTO CALDO

PIENO DI DOLCE RESINA DI PINO

UNA STELLA BRILLA,

SOLA NEL CIELO BLU NOTTE

AD UN PASSO

SCIVOLANO LE RUOTE

SULLA LISCIA STRADA DI NERO CATRAME

QUESTA È LA SERATA DELL’AMORE.

 

 

SO BENE D’ESSERE… SCAPPATO. PER UN POCO MI SONO CULLATO, NELLA CONVINZIONE DI NON ESSERE L’UNICO E DI NON RIMANERE IL SOLO CHE FUGGE DAVANTI ALLA FELICITÀ. CHISSÀ PERCHÉ POI…

HO CONOSCIUTO GENTE, CHE LA FELICITÀ L’AVEVA INCONTRATA SOLAMENTE NEI FILM E NEI LIBRI, PERSONE CHE LO ERANO SOLO PERCHÉ BIPEDI PENSANTI. MI

CHIEDEVANO: MUSASHI, AIUTAMI AD ESSERE FELICE… REGALAMI UN POCO DI FELICITÀ…

MA IO NON ERO UN SANTO, NON SONO UN BUON SAMARITANO ( FIGURA A CUI NON CREDO PER ALTRO), SONO SOLO UN UOMO, CHE HA DOVUTO RASCHIARE DAL FONDO DEL SUO SECCHIO, PRIMA LA MERDA DI CHI L’AVEVA SOPRAFFATTO, POI IMPARARE A VIVERE, POI CERCARE D’ESSERE FELICE… MA SONO SEMPRE SCAPPATO ALLA FELICITÀ, PERCHÉ NON HO MAI SAPUTO COSA FOSSE VERAMENTE. UNA COSA L’HO CAPITA: LA FELICITÀ SIAMO NOI STESSI, LA FELICITÀ È COSÌ SOTTILE CHE BASTANO DUE OCCHI VERDI, OPPURE UNA CAREZZA, AL TAVOLO STRETTO D’UN PUB, SENTIRE IL RESPIRO D’UN GATTO, CHE SONNECCHIA AL RIPARO DI QUESTO SOLE CALDO, È POTER DIRE… LA FELICITÀ… È POCA COSA… E NON ME NE SERVE DI PIÙ DI QUELLA CHE HO.

 

STARE LONTANO DALLA VITA CHE SI È FATTA NELL’ULTIMO ANNO, NON SAI MAI COME PUÒ ANDARE A FINIRE. UN ANNO FA, RESPIRAVO A MALAPENA, LA MIA LUCE S’ERA SPENTA, ED IO CAMMINAVO AL BUIO, POI, COME SUCCEDE SEMPRE, IMPROVVISAMENTE TORNA E TI FA MALE AGLI OCCHI. AZULEJA ORA È LÀ, QUALCUNO L’AVEVA DETTO DIRETE VOI, IO HO SOLO RITROVATO LA CHIAVE PER RIVEDERE IL SUO

VISO, PER AVERE ANCORA CAREZZE, SENZA PRETENDERE D’ESSERE QUELLO CHE NON SONO. IERI SERA LA MIA CITTÀ ERA PERFETTA, IL CIELO BLU, LE LUCI ARANCIONI DEI GIARDINI, LE NUVOLE, CHE DA LI A POCO AVREBBERO PORTATO PIOGGIA, ASPETTAVANO CHE SI RITORNASSE A CASA, IL VENTO NON TROPPO CALDO, I PROFUMI RISVEGLIATI DAL TORPORE E DAL VINO… ED IL VISO TUO VICINO AL MIO…

 

LE PASSIONI NON ESPLODONO

MA VENGONO MENO, SBIADISCONO

COME IL SOLE SBIADISCE L’ETÀ,

ANCHE IL FULMINEO LAMPO DELL’AMORE

NON HA UN EPILOGO

MUORE INVECE COME UN SUONO DI FIORI

NELLE ORECCHIE DEL MARINAIO

FINCHE NON RIMANIAMO SOLI, CON IL SILENZIO…

MA TEMPO VERRÀ

ALLA TUA PORTA, RIFLESSO NEI TUOI OCCHIALI

AMERAI DI NUOVO UNO STRANIERO

E RENDERAI A QUELLO CHE T’HA AMATO

LA VITA E LA PASSIONE CHE HAI GETTATO

I SOGNI, LE DEBOLEZZE, LE FOTOGRAFIE

LE NOTE DISPERATE,

DALLO SCAFFALE LE POESIE D’AMORE

PER CHI TI SAPEVA A MEMORIA.

PULISCI DAL SUO CUORE L’ULTIMA IMMAGINE DI TE

SIEDITI, ORA È FESTA.

cotrozzilivio@2002-2011

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