Fammela adesso quella domanda

Fammela adesso quella domanda ripetei

La guardo negli occhi, silenziosa risponde:
Non posso… non posso…

Un brivido le scuote le pupille, vedo i suoi occhi tremare. Magari avesse avuto, dieci anni fa, il coraggio di farmela quella domanda. Tutti questi se, ora, non sarebbero più importanti. Quello ch’è successo è successo.
L’ho baciata con passione, ora come allora e la sua lingua iniziò piano a muoversi tra le mie labbra: il suo corpo, dolce e sensuale, si ancorò al mio.
Lei con le carezze del sogno, io sempre con più foga, si lasciò sfiorare. Il suo desiderio umido era nelle mie mani, che scivolavano tra quelle labbra… tumide.
Aprì un poco di più le gambe e i suoi respiri diventarono sospiri. La sua mano sfiorò il mio… oramai, sull’orlo dell’ oblio, infondo alla stanza, lo specchio rimandò quegli abbracci teneri e il suo viso proteso verso il mio. Le sue labbra si muovono ancora…
Fammela quella domanda…ora ripeté
Mi ami? chiedo
Si rispose e dai suoi occhi lacrime vecchie come il mondo scivolarono fuori portandosi via il dolore e tutti quei se.

Senza respiro chiusi gli occhi anch’io, credetti di morire ed invece era dio che provava ad arrampicare sulle nostre anime pagine pulite dove briciole di parole potevano tornare a raccontare. Ci sono posti dove sono stato, dove le scale portavano davvero all’inferno e dalle finestre si vedeva davvero il paradiso.
C’era un posto dove sono stato che davvero si parlava insieme, mi si ci sarei inchiodato anche se le storie erano tutte raccontate male, ma ad ogni sbadiglio sarei voluto tornare.

cotrozzilivio@2010 – Amore in confezioni di carta

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