Chicca e la stella blu

­Era inziata da poco la sera e già le stelle chicchieravano nel cielo. Sapeste quanto sono chicchierone! ma stasera, nel buio più profondo si sentì una voce lontana lontana.

Una piccola stella era comparsa quella sera e la piccola Chicca era sdriata nel suo letto a fissar fuori dalla finestra. S’accorse subito di quella piccola luce laggiù proprio sopra quel palazzone che gli nascondeva un bel pezzo di cielo. La fisso a lungo, tanto a lungo che s’assopì. “chicca spengi la luce!” urlò la mamma e nel leggero sonno pensò che fosse quella piccola stella che gli parlasse…

– Chicca, lo sai, è tardi e domani c’è scuola.

– Come ti chiami?

– Lo sai, dai lo sai bene! Sono la stella blu dei sogni.

– E come mai ti vedo!?

– Perché stasera hai fatto proprio tardi! Birba! e la stella ridacchiò leggera. Una piccola luce blù e niente altro più.

La notte si fece un poco ventosa e nel cielo strane ombre ogni tanto si facevano vedere. Chicca oramai dormiva e la stella blu faceva il suo lavoro. Al piccolo Federico faceva sognare il nonno e la nonna che lo portavano al mare, che l’asciugavano, che gli regalavano sorrisi. Alla Valentina i sogni erano pieni di bambole parlanti e gatti grandi come case ma a Chicca? Nulla. Proprio niente. La notte avanzava e lei ancora non aveva fatto nemmeno un briciolo di sogno. Quando la mattina arrivò e la mamma la svegliò s’accorse che era passata tutta la notte e che lei non aveva nemmeno fatto un briciolo di sogno.

– Mamma, lo sai che stanotte non ho sognato niente?

– Magari non ti ricordi, disse la mamma, indaffarata nello scodellare pane, burro, miele dalle credenze e il latte dal fuoco prima che bruciasse.

– No, mamma, non ho proprio sognato! Ho visto, prima d’addormentarmi la stella dei sogni ma lei non m’h fatto sognare nulla!

Le mamme si sa, quando si fanno certi discorsi cercano sempre di cambiare le carte in tavola e Chicca un poco se l’aspettava ma quel giorno che cominciava gli riservava una sorpresa. La mamma, che fino a quel momento gli aveva sempre voltato le spalle si girò di scatto e Chicca s’accorse che quella non era la sua mamma! i capelli erano del colore giusto anche il naso lo era e il viso, sorridente era il suo ma gli occhi erano gialli! Per un attimo, solo per un attimo, ma Chicca li vide proprio gialli ma con un rapido sbattere di ciglia tornarono a essere marroni e lucidi, come erano sempre stati. Quella non era la sua mamma! non lo era per niente anche se la voce era proprio quella giusta. Seduta al tavolo della cucina con la tazza del latte caldo davanti a se Chicca aveva un poco di paura ma non disse nulla. In silenzio bevve tutto, mangiò i suoi biscotti, fissando la mamma che ancora sonnecchiava sbadigliando ogni tanto.

Lo sai anche tu che stai leggendo questa piccola favola che volte le cose non sono mai come sembrano ma lasciami continuare con la storia.

La sera di nuovo comparve quella piccola stella blu, la stella dei sogni, che so per certo che tu credi che non esista ma se una sera ti capiterà di guardare fuori dalla tua finestra e una stella brillasse, lassù, lontana, immaginala vicina, magari sotto il tuo naso tanto quasi da sentirne il profumo e il calore, lo stesso che la tua mamma ti da e darà sempre anche quando non è lì con te, perché quella stella sono suoi occhi e i suoi baci e le sue carezze e seppoi la mattina la rivedrai con gli occhi un poco cambiati capirai che dal blù e dal giallo solo il verde può nascere. notte serena piccola Francesca.

Cotrozzi Livio @ 2010


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