Cisterna non ha bisogno d’una via Craxi

Il Consiglio Comunale che s’è svolto martedì mattina, preannunciato da polemiche squisitamente politiche, alla fine s’è quasi ritorto verso chi l’aveva promosso.

Svogliatamente si può vedere qual’è il gioco di forze attorno alla maggioranza e chi davvero fa e chi ci prova. Il consiglio, nato sull’esigenza del consigliere Danilo Martelli, che tra l’altro è il capogruppo delPdl in Consiglio Comunale, era il monotematico dedicato alla figura di Bettino Craxi, nel decennale della sua dipartita dal mondo dei vivi, Eppure alla fine s’è finito a discutere, inevitabilmente, sulla sua dipartita tunisina.

Aperto puntualmente dal presidente Carturan le assenze tra i banchi erano vistose sopratutto perché proprio in quella maggioranza che tanto unita non deve essere. Certo ogniuno ha le sue idee, umanamente politiche, ma infondo è come abbiamo voluto sottolineare spesso: la Pdl d’unito non ha nemmeno il nome. E con l’apparenza si fa aspro il dibatto politico.

Per dare valore ad un consiglio comunale un poco fuori dall’ordinario, e che certo farà storia futura, i punti all’ordine del giorno erano stati arricchiti di quello essenziale della richiesta del riconoscimento dello stato di calamità naturale, dopo il disgraziato nubifragio che ha massacrato alberi, scuole, case e aziende, sopratutto quelle agricole. Incassato il voto unanime dell emiciclo cisternese, il SindacoMerolla, vedrà nel pomeriggio il nuovo prefetto D’Acunto, per definire con lui il piano di salvaguardia e quello meramente burocratico, da inviare al Governo.
Le abitudinarie interrogazioni non ci sono state.

Oltre l’esortazione della opposizione che chiede a gran voce che possa essere fatta maggior manutenzione e sopratutto prevenzione nei plessi scolastici, indubbiamente la notizia della scuola haitiana divenuta tomba per oltre cento bambini ancora risuona nelle orecchie. È lo stesso Sindaco che risponde ammettendo pubblicamente che se errore c’è stato è quello della tardiva potatura degli alberi, senza per altro nemmeno per un secondo addurla a scusa.

Ha sottolineato che tutta l’amministrazione, Vice sindaco Rosina in testa s’è adoperata perché i guai del nubifragio non cadessero troppo sulle spalle dei ragazzi e quelle dell’amministrazione. Arriveranno 200.000 euro al genio civile per garantire i lavori di ripristino ed le ulteriori messa in sicurezza per tutte le scuole cisternesi.
Con il devolvere di buona parte dei presenti al consiglio straordinario, alla causa haitiana, del gettone di presenza, s’è passati al conquibus: Craxi e la richiesta di dedicargli una strada cisternese ad imperitura memoria.

Che Bettino Craxi sia indiscutibilmente legato alla storia di questo paese non è cosa nemmeno da parlare. Il presidente Carturan sottolina che il consiglio non è “davvero da intendersi commemorativo”. Chiede un analisi politica alla luce proprio della storia socialista che non solo ha contaminato la storia d’Italia ma anche quella cisternese. S’è soffermato sulla svolta di Craxi nel 1976, al Midas Hotel, quasi un la ad una discussione che non c’è stata.

L’unico a parlare di Craxi, come da copione, è stato Danilo Martelli. Serio ed infervorato. La sua lunga disgressione su Craxi ha toccato tutta la vita politica della buonanima, dipingendolo quasi ad eroe e facendo crescere il dubbio che di Craxi sia più vivo il mito del grande lavoro politico che ha svolto. Ovviamente dei strascichi giuiziari nel discorso di Martelli non c’è traccia. Revisionismo? No, assolutamente, la storia non si lascia scrivere da nessuno, ne vinti ne vincitori. La storia si scrive da se stessa, al massimo possiamo avere l’onore d’essere una virgola nella storia. Craxi è rimasto quello, una virgola, che si vuole oggi porre nel posto sbagliato nella parole democrazia e libertà che virgole non hanno.

La sala completamente vuota, fatta eccezione per la stampa locale e nazionale, è stata il cruccio di Martelli, che non se l’aspettava tanto disinteresse dei cisternesi. Come il sottoscritto non s’aspettava affatto che proprio nella maggioranza ci fossero colpi bassi. Uno su tutti il consigliereCerro. Giovane brillante cisternese, che s’è sudato tutti i voti per essere seduto proprio alle spalle di Martelli. Il suo discorso, scritto come nelle grandi occasioni, bacchetta senza paura la maggioranza: “Il quesito che intendo porre è di opportunità oggi, a svolgere un Consiglio Comunale sulla figura di Bettino Craxi” è solo l’inizio perché 10 secondi dopo: “ ciò che più al sottoscritto sta a cuore è che venga accellerato il dibattito su quelle che sono le problematiche e le questioni più attuali i questa città”.

Manna per l’opposizione che trovano un alleato nella maggioranza, a dire la verità non proprio inaspettato. Un opposizione che si trova compatta a stigmatizzare questa giornata puntando il dito sui soldi spesi inutilmente per convocarlo, togliendo tempo prezioso al personale del Comune di Cisternache l’avrebbe impiegato per il bene della città. Isacco non le manda a dire. Sottolinea più volte che l’assenza proprio nelle file della maggioranza rafforza l’idea che la riunione è solo una volontà d’estimatore più che un esigenza.

La caduta di stile dell’opposizione è la sciocca bagarre, che Melchionna fa. Sottolinea dapprima l’anima nera di Craxi, quella delle tangenti ed appiana con buffi sbuffi di carattere ogni qual volta dalla maggioranza s’alzi la voce a difesa.
Tra tutti i consiglieri d’opposizione è solo Eleonora Della Penna che riporta tutti sui binari di partenza: una via per Craxi. Nessun voto certo era previsto, sarà il presidente Carturan che alla fine, prima i chiudere ufficialmente il consiglio comunale, annuncia la revisione della commissione toponomatica. Non per Craxi, almeno non solo per lui.
“Credo infine, che se mai si volesse discutere un un eventuale via Craxi, la precedenza assoluta a mio avviso, dovrebbe essere concessa a tutti quei cittadini cisternesi che hanno dato tanto al nostro paese, perché ai grandi personaggi della storia, ai quali è già stato riconosciuto tanto, ci pensano le più alte istituzioni” Della Penna appoggia immancabilmente la voce del popolo. La voce dei cisternesi che vorrebbero poter camminare in una via Merolla ( il padre del sindaco attuale è stato per Cisterna un vero ed autentico benefattore ), oppure, perché no quel Fra Francesco da Cisterna, che storici stanno cercando di tirar fuori dall’oblio. L’unico vero santo di Cisterna.

Oggi spuntano estimatori di Craxi ovunque. Oggi chi è sempre stato craxiano è in silenzio è si limita ad ascoltare il dibattito. Tutti, Presidente della Repubblica in testa, riconosce a Craxi d’essere stato politico atipico, nocchiere d’una politica tardo medioevale, che l’ha usato e che ha usato. Per alcuni anni, dai suoi detrattori, fu soprannominato il “Cinghialone”, dopo esser stato così definito in un articolo di Vittorio Feltri sul quotidiano L’Indipendente. Indro Montanelli, sul Giornale, nel giorno delle sue dimissioni da segretario del PSI, lo definì un imano, dandogli quindi il senso di un dignitario orientale. Anche l’estero non disdegnò la satira del soprannome. Matt Frei, corrispondente della BBC, affermò che nella Roma Imperiale il suo epiteto sarebbe stato il Maestro, in quanto padrone delle mille tattiche utili alla strategia politica che lo aveva posto al centro della vita nazionale per oltre un decennio.

Quel che resta è solo la polemica su Tangentopoli. Era comune in quel periodo storico sentire definire Craxi come “ladrone” detentore di un tesoro immane.
Anche Craxi stesso non disdegno l’uso dello pseudonimo. Ghino Di Tacco, epiteto datogli da EugenioScalfari, per firmare articoli anonimi sul giornale Avanti!. A volte il nome fu storpiato dagli avversari in Ghigno Di Tacco, in riferimento con buona probabilità all’espressione facciale di Craxi. GiorgioForattini, storpiò a sua volta questo soprannome in Benito di Tacco, perché era solito rappresentare Craxi in camicia nera e stivali.

Prendendo a prestito le parole che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, scrive alla signora Anna Craxi, il Consiglio Comunale di Cisterna di martedì 19 gennaio 2010 questo è stato: “il contributo che ho ritenuto di dover dare al ricordo della figura e dell’opera di suo marito, per l’impronta non cancellabile che ha lasciato, in un complesso intreccio di luci e ombre, nella vita del nostro Stato democratico”.

Ora ci aspetta il consiglio comunale del 21 gennaio. La politica lascerà a parte le diaspore e troverà il modo democratico per garantire ai cisternesi quello che debbono. Libertà.
Livio Cotrozzi

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